Pensavo sarebbe stato esaltante, ma il suo raggiungimento è stato pressoché deludente.
Mi sento più grande ed uomo? No.
Mi sento più forte e volenteroso? Hmph.
Mi sento più realizzato? Come no.
Mi sento un idiota, punto e basta.
L’unica cosa che questo quarto concluso mi ha portato è la consapevolezza che il mondo è fatto di persone opportuniste e pressappochiste.
Lo studio procede senza entusiasmo particolare: faccio il mio dovere, come sempre. Volontà che potrei applicare tranquillamente nel rifare il letto o prendere la merda del mio cane con la paletta.
Perché deve essere così?
Forse pretendo troppo, pretendo una qualità ed un rigore che - forse - esistono a Lolland. Sì, proprio lì dove se la ridono tutti allegramente, ma fanno - ssì ssì - il loro dovere.
Ed il fronte amicale? Comincio a pensare che dietro ad ogni “voler bene” ci sia un interesse personale, che poco collima coi miei principî di affetto sincero e disinteressato.
E da questa analisi nessuno può sottrarsi.
Tutti pronti a puntarti il dito quando sgarri:
« Ah! Non ti fai mai sentire!»
« Ah! Ma io quel giorno, a quell’ora x, ti ho girato la pagina del libro, e tu no!»
« Ah! Non mi mandi abbastanza sms-ucci!»
« Ah! Tu dai più attenzioni a lui/lei che a me!»
« Ah!»
Ah.
Nessuno ricorda mai quel che ho fatto per loro (che tra l’altro non rinfaccio mai). Perché conta quel che NON hai fatto, più che quel che hai fatto. È così.
E se c’è un affetto apparentemente sincero, devi temere che quella persona forse è cotta di te e si offre a qualche servilismo di bassa lega per compiacerti.
Bah. Ma che importa!
Tanto con questo caldo mi squaglierò e mi ricomporrò in un altro essere peloso dalle forme improbabili.
Tiè!