Una vita in definizione...

...ovvero i problemi, le paranoie, ma anche i sogni, le fantasie e le speranze di un ragazzo venticinquenne alle prese col mondo.
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Non è solo un saluto ai miei nuovi occhiali (ebbene sì, ci vedo poco bene); è anche il bisogno di vederci chiaro nella mia vita.

Sarà forse l’attesa che cominci il nuovo percorso a snervarmi?

È probabile.

Ho bisogno di novità, di sorprese!

Dall’esame di ammissione non ho scritto nemmeno mezza nota: mi scocciava.
In compenso ho ascoltato tantissima musica (scoprendo nuovi autori contemporanei), ho cominciato ad apprezzare la bellissima lingua tedesca (die deutsche Sprache ist sehr schön!) ed è cominciata la bella stagione degli Amici della Musica.

Insomma, un’attesa non troppo noiosa, ma ancora priva di quella vitalità di cui ho bisogno, prima che possa appiattirmi del tutto.

Ho bisogno di operare, di produrre; ma per fare questo ho bisogno di un motivo per farlo, di uno stimolo: in altre parole, dell’impegno vero e proprio.

Sono così: non riesco a produrre nulla se il fine coincide con alcun obiettivo o proposito. L’impegno tanto per impegnare non lo condivido, benché sia stata la mia unica possibilità in luogo di un dolce quanto deleterio far nulla.

Continuo a chiedermi se la strada che voglio intraprendere sia quella giusta.

Davvero ne sarò capace?

Come al solito, paziento.

Non voglio più cercare forzatamente per trovarmi (perché non ci sono mai riuscito).
Per la prima volta, ammetto di aver bisogno di un aiuto. È umano chiederlo.
Non si può sempre contare sulle proprie forze.

Spero che qualcuno mi cerchi. E mi trovi.

«Wer sucht, findet nicht; aber wer nicht sucht, wird gefunden.»
[F.K.]

  1. postato da labemolle